Il contatore del debito pubblico

martedì 17 giugno 2008

Il no irlandese al Trattato UE

Il risultato del referendum irlandese è ovviamente una pessima notizia.

Gli euroscettici vedono nel risultato irlandese l’ennesima prova della mancanza di democrazia e di legittimazione dell’Unione.

Lucio Caracciolo ha riproposto su La Repubblica la tesi secondo la quale non c’è democrazia senza Stato: dunque, o l’Unione si fa Stato, cosa oggi impraticabile, oppure abbandona ogni ambizione politica.

Tuttavia a mio avviso, l’asticella da saltare per l’approvazione dei Trattati europei è semplicemente troppo alta: in Irlanda hanno votato contro il Trattato di Lisbona 862.415 elettori, lo 0,2 per cento della popolazione europea.

Quale modifica costituzionale, o anche solo legislativa, sarebbe approvata nel nostro paese se si imponesse ogni volta di ottenere separatamente anche la maggioranza di ogni consiglio regionale, o quella dei cittadini con diritto di voto regione per regione?

È il referendum nazionale su decisioni europee che distorce la democrazia: perché assoggetta le decisioni di una larghissima maggioranza al potere di veto di piccole minoranze.


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